5 minuti per ricordare le 5 Giornate

Cinque Giornate di Milano
Il mattino del 20 aprile 1848, terzo giorno dell’insurrezione, Luigi Torelli e Scipione Bagaggi issano il tricolore sull’alabarda della Madonnina.

C’è una ricorrenza che noi milanesi dovremmo ricordare e invece dimentichiamo sempre: le Cinque Giornate di Milano (oggi è il 22 marzo, ultima data utile per parlarne).

Perché dovremmo ricordarcene? Perché è il raro momento della storia italiana in cui una città si ribella contro una forza di occupazione straniera e, puntando solo sulle proprie forze, la travolge e la scaccia.

Dovremmo ricordarcene per il modo tutto milanese in cui la cittadinanza ha partecipato all’insurrezione (si pensi all’incredibile coraggio e iniziativa di una donna: Luisa Battistotti Sassi, che disarma da sola una squadra intera di soldati austriaci).

E per il modo tutto milanese in cui le operazioni sono state organizzate: pensiamo all’ingegnosità di certe soluzioni: uso di mongolfiere per trasmettere i dispacci in sicurezza fuori le mura, barricate mobili da far rotolare davanti a sé per ripararsi dai proiettili nemici.

Molto italiano però è stato il modo in cui l’insurrezione è terminata: con la solita richiesta d’aiuto a un deus ex machina esterno. E questo dopo che avevamo già vinto! La storia la sappiamo: Carlo Alberto di Savoia, invece di scatenare l’inferno contro gli austriaci in fuga, tentenna a lungo sul da farsi, dando modo a Radetzky di riorganizzare l’esercito. E di riconquistare la città.

Per aiutarci a ricordare questo momento essenziale della storia cittadina (e patria, dato che il 23 marzo 1948 è considerato l’inizio ufficiale della Prima Guerra d’Indipendenza italiana) il Museo del Risorgimento ha allestito una mostra: La Rivoluzione di Milano. I fatti e la memoria del 1848, aperta fino al 10 luglio da martedì a domenica, 9-13 e 14-17.30.

Tra i documenti esposti c’è anche il drappo tricolore che il valtellinese Luigi Torelli e il trevisano Scipione Bagagli issarono sull’alabarda della Madonnina durante la notte tra il 19 e 20 aprile 2048 per risvegliare l’orgoglio meneghino.

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