Con la Biblioteca degli Alberi Milano sarà ancora più adorabile

La Biblioteca degli Alberi, l’immenso progetto paesaggistico che completerà il complesso di Porta Nuova, comincia a prendere forma. Il primo aprile scorso è stato portato a termine il primo lotto, che è già accessibile ai milanesi. Petra Blaisse, celebre landscape architect olandese, fondatrice dello studio Inside Outside (e collaboratrice abituale di Rem Koolhaas) è la creatrice del progetto che ha vinto il concorso.

Progetto per la Biblioteca degli Alberi.
L’idea dei percorsi lineari che dovrebbero collegare punti diversi del quartiere era ancora più sviluppata nei primi progetti, che prevedevano che questi rettilinei continuassero oltre il parco in cavalcavia sopraelevati.

Intervistata in occasione dell’inaugurazione del primo lotto, Blaisse ha dichiarato che i tre ingredienti del parco saranno:

1)  I percorsi lineari, ovvero sentieri rettilinei che attraverseranno la Biblioteca degli Alberi da tutte le direzioni collegando punti del quartiere nevralgici e creando un reticolo fantasioso e imprevedibile.

2) I campi, cioè le aree individuate dalle intersezioni dei percorsi lineari, che saranno di volta in volta giardini fioriti, prati, piazze dure, spazi liberi.

3) Le foreste circolari, caratterizzata ciascuna da una tipologia diversa di albero, e che diventano spazi attrezzati per la sosta, per lo svago e per il gioco. Ma soprattutto, e da qui il nome “biblioteca”, creeranno in un contesto ravvicinato tanti ecosistemi diversi insegnando a tutti i nomi e le caratteristiche di ogni tipo di albero.

Contando anche le foreste circolari che si svilupperanno lungo Viale della Liberazione, i tipi di alberi saranno 30.

La Biblioteca degli Alberi delimiterà a nord-est un maxi quartiere, formato da Porta Nuova, Porta Volta e Borgo degli Ortolani che sarà letteralmente circondato dal verde. Parco Sempione, Giardini Leo Garofalo, giardini Feltrinelli (in corso di sistemazione), senza contare i chilometri di verde previsti in tutti i progetti di sviluppo dello Scalo Farini. Che Milano si prepari a diventare la Londra del futuro?

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