Blush sempre perfetto, ma se lo applichi con questa tecnica

Per anni il blush è stato il grande dimenticato del beauty case, schiacciato tra fondotinta e terra abbronzante. Oggi è tornato protagonista, e non a caso.

È il prodotto che trasforma un viso piatto in qualcosa di tridimensionale, che aggiunge salute dove c’è stanchezza, che scalda l’incarnato senza bisogno di chili di trucco.

Il suo scopo non è solo colorare le guance: è ridare al viso quella naturale vitalità che il fondotinta, coprendo tutto, tende a cancellare. Un buon blush fa respirare la pelle. Quello sbagliato, invece, grida addosso senza aggiungere nulla.

La scelta giusta parte dall’incarnato, non dal colore che piace

Il primo errore comune con il blush è sceglierlo in base al colore che piace, non a quello che serve. Il risultato è quasi sempre lo stesso: un rosso che sembra febbre, un pesca che vira all’arancione spento, un rosa che sta bene solo sulla mano che lo prova. La regola è più semplice di quanto si creda. Per gli incarnati chiari e freddi funzionano i rosa tenui e i malva leggeri, quelli che ricordano il colore che prende la pelle dopo una camminata al freddo. Per le pelli calde e olivastre, invece, meglio pesca, albicocca e terracotta.

Le pelli scure possono permettersi coralli decisi e persino fucsia, perché il contrasto regala luce. Chi ha la pelle matura, infine, eviti i prodotti troppo polverosi e i glitter: segnano le rughe. Meglio formule cremose, che si fondono e non si depositano.

La tecnica che cambia tutto: dove e come applicarlo

Scelto il colore, resta il nodo più spinoso: dove metterlo. Per decenni il blush è stato applicato sulle mele delle guance, sorridendo davanti allo specchio per farle spuntare. Il risultato era un effetto bambolotto che arrotondava il viso invece di scolpirlo. La tecnica giusta è un’altra. Si parte più in alto, quasi sotto l’osso zigomatico, e si sfuma verso l’alto in direzione delle tempie. Questo movimento solleva visivamente lo sguardo e dona un effetto lifting naturale. Per i prodotti in polvere, il pennello ideale è a lingua di gatto o a ventaglio, con setole morbide e non troppo fitte. Le formule cremose si applicano con le dita o con una spugnetta leggermente inumidita, picchiettando e mai strisciando. La quantità va dosata con parsimonia: è sempre meglio aggiungere che togliere.

L’ultimo accorgimento riguarda la luce. Il blush va sfumato bene sui bordi, senza lasciare linee di demarcazione. Deve sembrare che il colore venga da dentro, non che sia stato sovrapposto. Il risultato è un viso più riposato, più vivo, più vero.

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